Sentimento Sociale e Benessere dell’Umanità

Nel surreale contesto di vita di questo marzo 2020

Stiamo vivendo dei giorni senza precedenti. Ognuno di noi sperimenta nel proprio intimo, una gamma di emozioni più o meno difficili: incredulità, apprensione, timore, paura, oppressione. Tutto ciò in uno scenario insolito: una massima riduzione, per alcuni completa, dei contatti sociali.

Tanto è già stato detto su cosa bisogna fare e su cosa non bisogna fare, sia per rispondere alle regole che ci sono state date per l’emergenza, sia su quali sono i comportamenti che ci aiutano a mantenere il più possibile una serenità necessaria a superare questo momento senz’altro difficile.

La nostra riflessione allora va alla riscoperta importanza che ha nella nostra vita il relazionarci con gli altri e il coltivare relazioni sociali, così evidente nella difficoltà a rispettare le restrizioni che in queste ore ci sono state date. Ma anche ai valori che regolano lo stare con gli altri: il rispetto ad esempio o l’attenzione a non mettere in atto dei comportamenti che potrebbero nuocere ai nostri cari o più in generale ai nostri conoscenti.

Lo facciamo riproponendo un passo tratto dal “Senso della vita” pubblicato nel 1933 a Vienna poco prima della morte di Adler (1937), ma quanto mai attuale, in cui si parla di “sentimento sociale”.

“… che fine hanno fatto gli uomini che non hanno contribuito al bene comune? … sono scomparsi, di loro non è rimasto nulla… E’ successo loro ciò che succede alle specie animali che si sono estinte perché non sono riuscite a trovare l’armonia coi fenomeni cosmici. E’ come se il cosmo ordinasse: andatevene via, sparite! Non avete il diritto di esistere perché non avete capito qual è il senso della vita… Così acquista maggiore consistenza il contributo degli altri, degli uomini che hanno operato a favore del bene collettivo. Tuttavia non siamo sprovveduti al punto di credere di possedere la chiave del mistero, di credere di sapere esattamente e sempre cosa è destinato a durare in eterno e cosa non lo é. Sappiamo bene che possiamo sbagliare, sappiamo che solo una ricerca molto precisa e molto obiettiva può decidere spesso anche il corso degli eventi. Forse è un passo importante già il fatto che possiamo evitare di recare il danno alla comunità. Oggi il nostro senso sociale va molto più in là. Anche se non ce ne rendiamo sempre conto, nell’educazione, nel comportamento individuale e collettivo, nella scienza e nella politica, stiamo cercando di essere in armonia col futuro benessere dell’umanità. Ovviamente è più vicino alla concezione della futura armonia chi possiede un sentimento sociale ben sviluppato. E il principio sociale in qualche misura si è fatto strada per aiutare chi sbaglia, non per distruggerlo.”

di Claudia Corbelli, psicologa